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30 ottobre 2020

Evoluzione di IAB TCF da 1.0 a 2.0

Quali sono le tempistiche di transizione? Cosa cambia con TCF 2.0 e quali sono le azioni da intraprendere?

Evoluzione di IAB TCF da 1.0 a 2.0

Nell’aprile del 2018 usciva sul mercato la prima versione di IAB Transparency & Consent Framework (TCF), con questo strumento IAB andava a stabilire uno standard per aiutare tutte le aziende operanti nel settore della pubblicità a rispettare la normativa europea GDPR.

TCF ha creato un ecosistema in cui l’editore può mostrare agli utenti quali dati vengono raccolti e come possono essere impiegati, dando a tutti gli attori della filiera digitale un linguaggio comune per utilizzare il consenso dell’utente al fine di distribuire contenuti e pubblicità rilevanti.

Nel tempo sono stati raccolti i feedback dalle autorità di regolamentazione, degli editori e dei vendor, si è giunti così alla seconda versione del TCF che ha la volontà di aumentare la trasparenza nei confronti degli utenti e di accrescere il controllo degli editori. Anche Google ha partecipato ai lavori e ha dichiarato la volontà di allinearsi al nuovo standard.

Dal 15 agosto 2020 il TCF 1.0 non è più supportato, tutti gli editori e i vendor dovranno quindi essere compliant con TFC 2.0

TCF 2.0: cos’è cambiato rispetto alla prima versione

  • Incremento della trasparenza e del controllo dell’utente: granularità di informazioni e di scelta, sia per la tipologia di dati raccolti che per le finalità per cui vengono utilizzati. Inoltre si aggiunge la possibilità di opporsi al legittimo interesse;
  • Sono aumentate le finalità del trattamento dei dati: da 5 a 12 finalità;
  • Basi legali flessibili: consenso e/o legittimo interesse;
  • Stack: raggruppamento delle finalità per macro gruppi, che consentono agli editori di presentare le diverse finalità in modo semplificato, senza privare gli utenti di informazioni e scelte granulari;
  • Nuovi strumenti di controllo per l’editore e l’inserzionista: l’editore può esercitare maggiori restrizioni sia sulle finalità che sulle basi legali utilizzate dai vendor di terza parte per elaborare i dati.

Nella prima versione del TCF erano presenti 5 finalità:

  1. Conservazione e accesso alle informazioni; (base legale: consenso)
  2. Personalizzazione; (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  3. Selezione degli annunci, distribuzione e reporting; (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  4. Selezione dei contenuti, distribuzione e reporting; (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  5. Misurazione. (base legale: consenso e/o interesse legittimo)

Nella nuova versione troviamo 12 finalità:

  1. Archiviare e/o accedere a informazioni su un dispositivo (base legale: consenso)
  2. Creare un profilo di annunci personalizzati (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  3. Creare un profilo di contenuti personalizzati (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  4. Selezionare basic ads (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  5. Selezionare annunci personalizzati (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  6. Selezionare contenuti personalizzati (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  7. Valutare le performance degli annunci (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  8. Valutare le performance dei contenuti (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  9. Applicare ricerche di mercato per generare approfondimenti sul pubblico (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  10. Sviluppare e perfezionare prodotti (base legale: consenso e/o interesse legittimo)
  11. Garantire la sicurezza, prevenire frodi e debug (base legale: interesse legittimo; L’utente non ha diritto di opposizione in questo caso)
  12. Distribuire tecnicamente annunci o contenuti (base legale: interesse legittimo; L’utente non ha diritto di opposizione in questo caso)

Evolution ADV e IAB TCF 2.0

Il consenso conforme al GDPR deve essere:
Liberamente prestato: deve essere una vera scelta, in pieno controllo dell’utente e non deve essere presentato come non negoziabile. Il soggetto deve poter rifiutare il consenso senza subire un danno;
Specifico: il consenso deve essere raccolto per finalità specifiche;
Informato: deve essere chiaro per l’utente quali sono i dati che verranno elaborati e a quale scopo verranno utilizzati;
Inequivocabile: Dato per via di un atto affermativo e non ambiguo e dovrà essere raccolto tramite una dichiarazione scritta o per via elettronica e registrato;
Ritirabile: l’utente ha diritto di revoca del consenso.

Per rispondere al nuovo standard di mercato Evolution ADV supporta gli editori nella scelta di una Consent Management Platform (CMP) compliant con il TCF 2.0 e di facile implementazione, personalizzabile con il look and feel del sito e con un’interfaccia user friendly, capace di generare un’elevata percentuale di consensi.

Se vuoi saperne di più contattaci.

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